Tra Ottocento e Novecento: Baudelaire e il Simbolismo

 


Baudelaire e il simbolismo

Subito dopo la seconda metà dell' Ottocento Flaubert pone le premesse per il Naturalismo e il Verismo dei decenni successivi con Madame Bovary; contemporaneamente Baudelaire anticipa i principi del Simbolismo, movimento letterario che interpreta la crisi del Positivismo di fine Ottocento e che resterà un punto di riferimento fondamentale almeno fino alla seconda guerra mondiale  (negli anni trenta del Novecento i poeti italiani ermetici si richiamano ancora al Simbolismo)  con il famoso sonetto corrispondenze Baudelaire anticipa alcuni principi del Simbolismo e insieme lo supera

Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stephane Mallarmé sono più importanti rappresentanti francesi del Simbolismo. I principi su cui si basa la loro ricerca: 

1 concezione della poesia: per i simbolisti la realtà vera non è quella dell'esperienza, della scienza e della ragione, ma è qualcosa di più profondo e misterioso, che può essere compreso soltanto dalla poesia, perché la poesia è la rivelazione dell'essenza misteriosa del reale e cerca le affinità segrete in ciò che si può vedere e percepire con i sensi (apparenze sensibili); in questo modo riesce a cogliere le idee primordiali; la poesia capisce il linguaggio della realtà profonda, il messaggio segreto della natura, l’essenza. L'arte rimane dunque l'unico valore, e la vita deve risolversi in arte per potersi realizzare (estetismo); l'arte è un atto vitale, è la realizzazione dell'essenza stessa della vita, creazione e vita; 

2 compito della poesia: il poeta rinuncia alla funzione di “vate” nel senso morale e sociale dei romantici: aspira a risalire all’origine stessa dell'essere, vuole diventare veggente, rivelatore cioè dell'ignoto, che si può percepire per “illuminazioni" e dell'inconscio, secondo le misteriose leggi delle corrispondenze e analogie universali; il poeta come sacerdote interpreta i simboli della natura (vedi Lettera del veggente Rimbaud);

3 il linguaggio di conseguenza è rinnovato e il discorso poetico supera i tradizionali schemi sintattici, metrici e retorici, e rifiuta ogni struttura tradizionale seguendo un suo ritmo, una sua musica, quella della parola - rivelazione. La parola, liberata dalla sua tradizionale razionalità, dal nesso logico-sintattico, da ogni peso storico, tende a diventare totalmente creativa, forma dell'essere, assoluto, cioè incarnazione della realtà più profonda.

Commenti

Post popolari in questo blog

Movimenti e generi: la crisi del Positivismo

LEOPARDI, LA TEORIA DEL PIACERE

Pascoli - Nebbia - Esercizio di analisi del testo