Movimenti e generi: la crisi del Positivismo
Tra Ottocento e Novecento: movimenti e generi
La crisi del positivismo
Negli ultimi decenni dell'Ottocento si verifica una crisi economica generale, mentre emergono tensioni politiche e sociali sempre più gravi; la concezione positivista della realtà, ottimista e fiduciosa nel progresso scientifico e sociale, entra in crisi; nascono quindi e si diffondono atteggiamenti filosofici e culturali opposti, che hanno in comune il rifiuto delle certezze scientifiche, considerate troppo “facili”; inoltre hanno tendenze irrazionalistiche. Dalla distruzione della scienza positivistica nascono anche nuove teorie, che diffonderanno una visione completamente rinnovata della realtà e della vita umana,
Riferimenti all'epoca romantica
Le correnti irrazionaliste di fine Ottocento trovano i loro punti di riferimento soprattutto in due pensatori tedeschi dell'età romantica:
Novalis (1772 - 1801) per la tendenza al misticismo religioso e al conservatorismo politico presenti nelle opere letterarie, es. i famosi Inni alla notte, e nei saggi es. Cristianità o Europa in cui l’autore sostiene la perfetta coincidenza fra i due termini.
Arthur Schopenhauer (1788 – 1860) per la concezione pessimistica della realtà; inoltre dalla sua opera fondamentale, Il mondo come volontà e rappresentazionee emerge la contrapposizione tra vita attiva, che è giudicata negativamente e la vita contemplativa, che è giudicata positivamente
I più importante filosofi dell’irrazionalismo di fine 800 sono:
Friedrich Nietzsche (1844 – 1900) che critica in modo radicale la tradizione metafisica da Platone all'epoca contemporanea, di conseguenza rifiuta tutti i miti fondamentali della civiltà occidentale: la religione, la morale, la scienza; le considera infatti mistificazioni volute dalla “massa” dei deboli per ostacolare il cammino degli uomini superiori. Afferma perciò la necessità di "superare l'uomo tradizionale" e dar vita al superuomo o oltreuomo, che incarna la volontà di potenza, cioè l'energia creatrice dell'uomo e dei suoi valori vitali: aggressività istinto, gioco, riso. La concezione di Nietzsche non ha alcun preciso significato politico: tuttavia servì a giustificare posizioni antidemocratiche, esempio il nazionalismo dannunziano e il nazismo.
Henry Bergson (1859 – 1941) filosofo dell'intuizionismo e dello slancio vitale. Per Bergson "La vita è creazione, impulso che si afferma e si potenzia svolgendosi nel tempo, creando esseri e forme, mai ripetendosi nelle sue infinite produzioni, ma sempre originale e progressiva... la vita nulla presuppone di dato, ed è assolutamente originale nelle sue produzioni” (De Ruggiero). Questa filosofia inoltre, disprezzando gli schemi dell'intelletto, insiste su un atto conoscitivo immediato: solo attraverso l’intuizione si può penetrare nell' essenza delle cose e cogliere il significato della vita nella sua pienezza.
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