Le città europee - parte 3: La gerarchia delle città; Modelli di città

La gerarchia delle città

Un primo parametro per ordinare gerarchicamente le città è la popolazione residente, ma questo dato ha un significato relativo, perché l’importanza economica di una città non dipende dal suo peso demografico.

Le città possono essere classificate anche per la loro funzione prevalente, individuando cioè la loro vocazione: industriale, portuale, commerciale, turistica, religiose eccetera. Tuttavia, anche tale criterio è poco indicativo, perché le città per loro natura sono polivalenti e assolvono una pluralità di funzioni.

Il criterio più idoneo a classificare le città, perché più rispondente al loro reale peso economico, è quello di prendere in considerazione le funzioni che svolgono e il livello dei servizi offerto. Sono quindi più numerosi i centri che offrono i servizi più comuni e diffusi sul territorio; saranno poi gradualmente meno numerosi i centri che offrono servizi più rari; al vertice si trovano le metropoli nelle quali sono sviluppati settori del terziario superiore (quaternario) che esercitano funzioni di controllo economico e politico ad ampio raggio.

modelli di città

Le città possono essere raggruppate in varie tipologie. Dal punto di vista topografico abbiamo

o   città con pianta a scacchiera: le case e gli isolati sono separati da strade tra loro parallele e perpendicolari, secondo lo schema di alcune città greche e, soprattutto, dell’accampamento romano. Era un modello adatto alla difesa e molto funzionale, grazie alla sua semplicità: ancora oggi il traffico può scorrere velocemente. In Europa questa tipologia contraddistingue Vienna e le città britanniche i cui nomi terminano in caster e chester (l’antico castrum latino, cioè l’accampamento) come ad esempio Manchester o Lancaster. In altri casi i romani non fondarono città nuove, ma riorganizzarlo villaggi preesistenti come Lutetia (Parigi) e Londinium (Londra).

o   città con pianta radiocentrica: le strade si diramano a raggiera dal centro verso l’esterno. Essi incrociano altre strade, che formano anelli concentrici che si allargano verso la periferia. In genere, questo modello urbanistico è di origine medievale e deriva dalla successione di cinte di mura sempre più ampie. Esempi di questo tipo sono Milano, Amsterdam con strade e canali che si diramano a raggiera, e Mosca, le cui linee ferroviarie si diramano dal centro.

o    città con pianta lineare : la pianta lineare contraddistingue le città che si snodano lungo una via di comunicazione principale o lungo la linea di costa. Esempi: Genova, area metropolitana di Napoli, molte città del Mediterraneo ad esempio Nizza e Marsiglia.

o   città con pianta modulare: alcune città ripetono una accanto all’altra la forma regolare di un isolato. Si tratta in genere di ampliamenti urbani recenti, esempio Viareggio

o   città con pianta poligonale: alcune città sorte a partire dall’XI secolo, hanno piante a forma di stella o di altra figura geometrica regolare. Possiamo individuarle ancora oggi grazie alla linea delle antiche mura. Esempio: Alessandria, Lucca, Palmanova, numerose città delle Fiandre, in Renania o nell’Inghilterra meridionale.

 

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