DOPO L’UNITÀ D’ITALIA Il contesto storico

 

DOPO L’UNITÀ D’ITALIA

Il contesto storico

Quando fu proclamata l'Unità d'Italia, nel 1861, iniziò una nuova fase storica, dopo quella risorgimentali. il nuovo stato doveva affrontare alcuni gravi problemi.

a)  La questione Veneta e la questione romana: l'unificazione nazionale era incompleta, perché all'Italia mancavano ancora le Venezie e Roma.

o   Il Veneto fu ottenuto nel 1866, con la Terza guerra d'Indipendenza (l'Italia, alleata della Germania contro l'Austria, perse le sue battaglie, ma la Germania vinse e l'Austria cedette all'Italia Venezia, ma non Trento e Trieste)

o   Roma era difesa dai francesi, perché Napoleone III aveva bisogno dell’appoggio dei cattolici; fu conquistata nel 1870, dopo che la Francia era stata sconfitta dalla Germania e Napoleone III aveva dovuto abdicare.

b) La questione sociale: l'Italia era un paese politicamente unito, ma socialmente molto diviso, con enormi differenze economiche tra le varie regioni e le diverse classi sociali; la questione sociale era particolarmente grave nel sud (questione meridionale) dove si sviluppò il fenomeno del brigantaggio. Lo Stato affrontò il brigantaggio con la repressione militare, ma non riuscì a risolvere la questione sociale, sia perché scelse un sistema amministrativo fortemente accentrato, anziché federale, sia perché la difficile situazione economica spinse il governo a ridurre le spese, invece di investire per lo sviluppo.

Destra e sinistra al potere

Tra il 1861 e il 1876, l'Italia fu governata dalla destra; nel 1876 la Destra cadde e iniziò una serie di governi di sinistra.

a) La politica della destra - La destra svolse due compiti fondamentali: organizzò il nuovo stato, estendendo il modello piemontese, ma creando anche importanti leggi nuove, tra cui la legge Casati, che istituiva la scuola elementare obbligatoria, e le leggi delle Guarentigie, che regolamentavano i rapporti tra Stato e Chiesa dopo la conquista di Roma; realizzò l’obiettivo del pareggio del bilancio, considerato essenziale per la stabilità economica dello Stato.

la crisi di fine secolo

Gli anni Novanta dell'Ottocento furono per l'Italia un periodo di difficoltà politiche ed economiche, che culminò con i disordini, e le violenze e le pressioni con cui si concluse il XIX secolo.

a)     Lo scandalo della banca romana - nel 1891 emerse un gravissimo scandalo finanziario: la banca Romana, uno degli istituti di credito autorizzati a emettere denaro, aveva messo in circolazione 113 milioni di lire (40 dei quali falsi), al posto dei 60 per cui era autorizzata; il governo presieduto Da Giolitti impose una riforma del sistema bancario, ma fu costretto a dimettersi; sembra che nello scandalo fosse coinvolto anche il Re Umberto I.

b)     Si acuiscono le tensioni sociali-la crisi economica, di cui lo scandalo della banca Romana era un sintomo, aggravava la questione sociale: le rivendicazioni delle classi lavoratrici, infatti, non trovavano risposta da parte dei governi, espressione delle classi abbienti (il diritto di voto era limitato in base al censo) ; Nel biennio 1898- 1900 la tensione raggiunse il culmine: nel maggio del 1898 durante una manifestazione a Milano, il generale Bava Beccaris ordino ai soldati di cannoneggiare la folla, provocando 80 morti e 450 feriti ; nel luglio del 1900 a Monza dell'anarchico Gaetano Bresci uccise il Re Umberto I, che aveva premiato Bava Beccaris.

 

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