LEOPARDI, LA TEORIA DEL PIACERE Le riflessioni sul piacere e l'indefinito prendono l'avvio nel luglio del 1820, continuando poi negli anni successivi. Costituiscono il nucleo centrale della poetica di Leopardi. La felicità coincide con il piacere. L’uomo desidera il piacere in sé, un piacere intenso e illimitato, impossibile da raggiungere: non potrà perciò raggiungere la soddisfazione per mezzo dei singoli piaceri. Le citazioni sono tratte dallo Zibaldone 353. Il sentimento della nullità di tutte le cose, la insufficienza di tutti i piaceri a riempirci l'animo, e la tendenza nostra verso un infinito che non comprendiamo, forse proviene da una cagione semplicissima, e più materiale che spirituale. L'anima umana (e così tutti gli esseri viventi) desidera sempre essenzialmente e mira unicamente, benché sotto mille aspetti, al piacere, ossia alla felicità, che considerandola bene, è tutt'uno col piacere. Questo desiderio e questa tendenza non ha limiti, perch'è ...
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