Eugenio Montale - Falsetto - Ossi di seppia (con annotazioni)

 

Eugenio Montale - Falsetto

Esterina, i vent'anni ti minacciano,

grigiorosea nube

che a poco a poco in sé ti chiude.

Ciò intendi e non paventi.

Sommersa ti vedremo

nella fumea che il vento

lacera o addensa, violento. 

Poi dal flotto di cenere uscirai                   

adusta più che mai,

proteso a un'avventura più lontana

l'intento viso che assembra l'arciera    Diana.           

 

Salgono i venti autunni,

t'avviluppano andate primavere;

ecco per te rintocca 

un presagio nell'elisie sfere.                                    

Un suono non ti renda        

qual d'incrinata brocca percossa !;

io prego sia

per te concerto ineffabile

di sonagliere.

 

La dubbia dimane non t'impaura.

Leggiadra ti distendi

sullo scoglio lucente di sale

e al sole bruci le membra.

Ricordi la lucertola

ferma sul masso brullo;

te insidia giovinezza,

quella il lacciòlo d'erba del fanciullo.

L'acqua è la forza che ti tempra,

nell'acqua ti ritrovi e ti rinnovi:

noi ti pensiamo come un'alga, un ciottolo,

come un'equorea creatura

che la salsedine non intacca

ma torna al lito piú pura.

 

Hai ben ragione tu! Non turbare

di ubbie il sorridente presente.

La tua gaiezza impegna già il futuro

ed un crollar di spalle

dirocca i fortilizi

del tuo domani oscuro.

T'alzi e t'avanzi sul ponticello

esiguo, sopra il gorgo che stride:

il tuo profìlo s'incide

contro uno sfondo di perla.

Esiti a sommo del tremulo asse,

poi ridi, e come spiccata da un vento

t'abbatti fra le braccia

del tuo divino amico che t'afferra.

 

Ti guardiamo noi, della razza

di chi rimane a terra.

 

La ragazza è ritratta come figura vitale e energica

 

 

 

 

 

 (sottolineati alcuni termini che segnalano minacce)

 

 

la ragazza reagisce alla minaccia con un gesto un po’ teatrale

 

si passa dall’evento a ciò che accadrà, al destino

 

rintocca - brocca, sfere - sonagliere: accostamento di  parole auliche e comuni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la fanciulla nell’acqua trova la sua naturale energia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

contrasto netto con chi non osa affrontare il mare (la vita?)

 

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